I filamenti ESD contengono cariche conduttive, così la carica elettrica defluisce in modo controllato invece di accumularsi. Vengono utilizzati per dispositivi, contenitori e involucri nella produzione elettronica. La base determina la lavorazione: il PETG-ESD è decisamente più semplice da stampare rispetto al PA-ESD.
Scaricare invece di isolare
La resistenza superficiale di questi materiali rientra generalmente nell’intervallo da 10^6 a 10^9 ohm. È una scelta intenzionale: una vera conduttività cortocircuiterebbe i componenti, mentre un isolante si caricherebbe strofinandolo. Il valore esatto è indicato nella scheda tecnica del prodotto.
PETG-ESD
Il punto di partenza più semplice. La deformazione rimane contenuta e non è indispensabile un involucro. Il materiale di riempimento è abrasivo, quindi è indispensabile un ugello temprato o rivestito; l’ottone si usura completamente nel giro di pochi rotoli.
PA-ESD
Il poliammide con additivi ESD è più stabile dimensionalmente alle alte temperature e più tenace. Tuttavia assorbe molta umidità e deve essere asciugato prima della stampa. Sono previste una temperatura dell’ugello più elevata e una camera di stampa chiusa; in caso contrario il pezzo si stacca lungo i bordi.
Cosa non può fare un componente ESD
Non sostituisce un ambiente di lavoro dotato di messa a terra. La dissipazione funziona solo se il pezzo è a contatto con un percorso di scarica definito. Se lasciato libero, trattiene la carica semplicemente per un tempo inferiore rispetto a un pezzo isolante.